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Decreto fiscale: approvata la legge di conversione dalle Camere

Il 24 novembre scorso il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. n. 193 del 22/10/2016 sul quale era stata posta la questione di fiducia.
In sintesi i contenuti principali (alcuni dei quali abbiamo già trattato separatamente):

Addio a Equitalia

Dal 1° luglio 2017 Equitalia viene sciolta (ad eccezione di Equitalia Giustizia): le competenze e il personale passano all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, ente pubblico economico vigilato dal Ministero dell’Economia e Finanze. Il personale dipendente, dopo una ricognizione delle competenze verrà ricollocato in base alle esigenze.

Il nuovo ente pubblico subentrerà, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia e assume la qualifica di agente della riscossione.
L’ente, inoltre, verrà dotato di una propria autonomia organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione e sarà autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell’Avvocatura dello Stato competente per territorio.
Inoltre, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate potrà utilizzare le banche dati e le informazioni alle quali è autorizzata ad accedere sulla base di specifiche disposizioni di legge, anche ai fini dell’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale; ai medesimi fini, l’Agenzia delle entrate potrà acquisire le informazioni relative ai rapporti di lavoro o di impiego, accedendo direttamente, in via telematica, alle specifiche banche dati dell’Istituto nazionale della previdenza sociale.
Dunque, a differenza di Equitalia, una S.p.A. con partecipazione pubblica, il nuovo Ente, completamente pubblico, avrà un forte potere investigativo in quanto potrà valutare i dati in proprio possesso e incrociarli con quelli dell’Inps.

Nuovo spesometro

Dal 1° gennaio 2017 non c’è più la comunicazione dell’elenco di clienti e fornitori. È stata introdotta però la comunicazione trimestrale delle fatture emesse e ricevute e dei dati sulle liquidazioni periodiche dell’Iva.
È previsto un credito d’imposta di 100 euro (per volumi d’affari inferiore a cinquantamila euro) per l’adeguamento tecnologico necessario alle comunicazioni telematiche trimestrali dei dati Iva; anche per chi opterà per la fatturazione elettronica tra privati, oggi facoltativa.
Ai contribuenti che optino per il nuovo spesometro è concesso un ulteriore credito di 50 euro per una volta. Sono previste infine sanzioni per le violazioni relative a tali comunicazioni trimestrali: 2 euro per fattura, con un massimo di 1.000 euro a trimestre, che si riduce a metà se l’errore è corretto entro 15 giorni dalla scadenza; multe da 500 a 2.000 euro per omessa o infedele comunicazione dell’Iva.

Rottamazione cartelle

È possibile la definizione agevolata delle cartelle esattoriali dal 2000 al 2016 (sono comprese anche le multe ma in questo caso vengono scontati solo gli interessi di mora e la maggiorazione del Comune).
I debitori possono, dunque, estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse in tali carichi e gli interessi di mora provvedendo al pagamento integrale, anche dilazionato, entro il limite massimo di cinque rate al tasso del 4,5% annuo dal 1° agosto 2017. Le rate possono essere al massimo 3 nel 2017 e 2 nel 2018: il 70% del dovuto dovrà esser versato nel 2017 e il restante 30% nel 2018. Il termine per aderire è spostato al 31 marzo 2017.
In altre parole, chi ha una cartella esattoriale e decide di aderire alla rottamazione, consentita dal decreto fiscale, non paga sanzioni e interessi di mora, rimangono invece dovuti i diritti di notifica, il rimborso per le spese, l’aggio di Equitalia, gli interessi di ritardata iscrizione.

Collaborazione volontaria

Riaprono i termini della procedura di collaborazione volontaria e norme collegate: sino al 31 luglio 2017 sarà possibile avvalersi della procedura di collaborazione volontaria a condizione che il soggetto che presenta l’istanza non l’abbia già presentata in precedenza, anche per interposta persona. L’integrazione dell’istanza, i documenti e le informazioni necessarie potranno essere presentati entro il 30 settembre 2017. Le violazioni sanabili sono quelle commesse fino al 30 settembre 2016.

Studi di settore

Gli studi di settore saranno sostituiti dagli “indici sintetici di affidabilità fiscale”, che premiano i contribuenti più affidabili con esclusione o riduzione dei termini per gli accertamenti.
L’indicatore di compliance sarà calcolato in base all’attività economica svolta in maniera prevalente.
Non più un calcolo statistico uguale per tutte le attività imprenditoriali: ogni attività sarà calcolata in base a specifici indicatori.
Lo strumento che seguirà l’abolizione degli studi di settore è costruito in base ad una metodologia statistico-economica che analizza diversi fattori.
Gli indicatori della normalità economica saranno utilizzati come strumento per il calcolo del livello di affidabilità; accanto alla stima dei ricavi, inoltre, saranno stimati il valore aggiunto e il reddito d’impresa. 
Per il calcolo del modello di regressione sarà utilizzato un campione rappresentativo che considera un periodo temporale più ampio (8 anni) e queste modifiche consentiranno al fisco di calcolare l’importo da versare nelle casse dell’erario con informazioni più accurate e stime più efficienti.
L’Agenzia delle Entrate comunicherà al singolo contribuente il risultato dell’indicatore sintetico, comprese le componenti di incoerenza. L’obiettivo è quello di incentivare l’imprenditore non solo all’adempimento spontaneo, ma anche motivarlo ad avere una comunicazione con il Fisco per migliorare la propria posizione e, soprattutto, il proprio indice di affidabilità.
Sono inoltre previste alcune semplificazioni fiscali: tra le spese deducibili dal reddito di lavoro autonomo si inseriscono quelle per le prestazioni di viaggio o trasporto; si sposta dal 28 febbraio al 31 marzo il termine per la consegna della Certificazione unica da parte dei sostituti d’imposta; si introduce la tregua fiscale dal 1° al 31 agosto per la trasmissione di documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dalle Entrate o da altri enti impositori; si posticipa dal 16 al 30 giugno il termine per versare il saldo dell’Irpef e dell’Irap, così come dal 16 alla fine del mese il giorno di riferimento per versare Ires e Irap.

Regime dei minimi

Il contribuente che superi la soglia dei 15.000 euro di maggiori ricavi o compensi, in alternativa all’uscita dal regime dei minimi può chiedere di pagare un’imposta sostitutiva del 27 per cento.

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Luigina Camilli
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università RomaTre. Consulente legale per piccole e medie imprese. Specializzata in pratiche di recupero del credito giudiziale e stragiudiziale e di tutela del consumatore.