Sentenze

Bollo Auto: non si deve più pagare dopo 3 anni

Il pagamento del bollo auto dovrebbe essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza. In caso di pagamento in ritardo del bollo scattano le seguenti sanzioni e interessi di mora:

  • pagamento entro 30 giorni successivi alla scadenza del termine previsto: sanzione pari al 3% della tassa, insieme agli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari al 1%;
  • pagamento dopo 30 giorni ed entro 1 anno dalla scadenza: sanzione pari al 3,75% della tassa originaria, oltre gli interessi legali giornalieri calcolati sugli effettivi giorni di ritardo la cui percentuale annua è pari al 1%;
  • pagamento dopo 1 anno: sanzione pari al 30% della tassa originaria più gli interessi dovuti per ogni semestre maturato di ritardo calcolati automaticamente dal sistema.

Dopo 1 anno dalla scadenza, la pratica di recupero, solitamente, viene affidata ad Equitalia che si occuperà di notificare la relativa cartella esattoriale al contribuente con le maggiorazioni dovute a sanzioni e interessi.

Prescrizione bollo auto

È bene evidenziare che si può richiedere il pagamento del bollo entro massimo 3 anni, che iniziano a decorrere dall’anno successivo a quello in cui la tassa scade. Se l’amministrazione finanziaria, ed in particolare Equitalia, non contesta nulla nei successivi tre anni rispetto a quello in cui si sarebbe dovuto provvedere al pagamento, allora non potrà più essere preteso nulla dal contribuente.

A titolo di esempio: per il bollo auto che doveva essere pagato nel 2013 la prescrizione si è compiuta a partire dal primo gennaio 2017.

Lo stesso accade se l’avviso di accertamento, notificato nei termini, non è seguito da alcun altro atto interruttivo per i tre anni successivi al 61° giorno dalla notifica.

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza n. 23397/2016,  ha confermato che il termine prescrizionale relativo a una cartella Equitalia è quello riferito al tributo riportato nella cartella stessa. Per cui, nel caso del bollo auto, si avrà prescrizione triennale e non quinquennale. Ciò significa che se il contribuente riceve dopo più di tre anni, un fermo amministrativo o un pignoramento, tali misure sono illegittime perché il pagamento del tributo che sta alla base (il bollo auto, appunto) è ormai prescritto.

Come fare ricorso

Se si riceve una cartella esattoriale di un bollo auto che si considera prescritto è necessario entro 60 giorni dalla notifica:

  • presentare un’istanza di sospensione legale della riscossione a Equitalia, compilando il modulo che si può scaricare a questo link. Se entro 220 giorni Equitalia non risponde il ricorso si considera accolto e la cartella annullata. In caso di rigetto, si può decidere di pagare la cartella o proporre ricorso all’autorità giudiziaria;
  • presentare un ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale competente. Per le controversie di valore superiore a 3.000 euro é obbligatorio farsi assistere da un difensore.

N. B. Nella pendenza di entrambi i procedimenti, la cartella si considera sospesa e non è possibile procedere al fermo amministrativo dell’auto o al pignoramento.

Luigina Camilli
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università RomaTre. Consulente legale per piccole e medie imprese. Specializzata in pratiche di recupero del credito giudiziale e stragiudiziale e di tutela del consumatore.