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La nuova indennità di disoccupazione (NASpI) e a chi spetta

La NASpI è una prestazione economica istituita per gli eventi di disoccupazione involontaria verificatisi a partire dal 1° maggio 2015. Ne possono beneficiare tutti i lavoratori dipendenti (anche a tempo determinato), con la sola esclusione degli assunti a tempo indeterminato dalle pubbliche amministrazioni e degli operai agricoli.

L’indennità sostituisce i precedenti sostegni contro la disoccupazione.

La NASpI è stata istituita dal D.Lgs. n. 22/2015, attuativo della legge Delega n. 183/2014 (cd. Jobs Act), con cui si è provveduto al riordino degli ammortizzatori sociali.

A CHI SPETTA

Spetta ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l’occupazione, ivi compresi:

  • gli apprendisti;
  • i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Oltre a queste categorie potranno fare richiesta del sussidio di disoccupazione anche:

  • lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo della maternità, perché si tratta di dimissioni per giusta causa;
  • lavoratrici madri obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità;
  • lavoratori che sono stati licenziati per motivi disciplinari.

Dato che l’interpretazione della situazione è personale non si può escludere il lavoratore dal sussidio di disoccupazione.

A CHI NON SPETTA

Non sono destinatari della indennità di disoccupazione NASpI:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa.

Inoltre, non possono accedere all’indennità di disoccupazione NASpI i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

REQUISITI: STATO DI DISOCCUPAZIONE INVOLONTARIO

L’indennità non spetta nelle ipotesi in cui il rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale, salvo i casi di seguito specificati:

  • dimissioni per giusta causa;
  • risoluzione consensuale se intervenuta nell’ambito della procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro;
  • nell’ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento;
  • qualora intervenga a seguito del rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

LA DOMANDA

La domanda per il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione NASpI deve essere presentata all’INPS, esclusivamente in via telematica:

  • compilando il modulo domanda di disoccupazione NASpI (tra le domande di prestazioni a sostegno del reddito) direttamente online, accedendo con il proprio PIN dispositivo, oppure tramite sistema SPID o CNS.
  • rivolgendosi a Patronati o Intermediari autorizzati.

La domanda deve essere presentata entro il termine di decadenza di sessantotto giorni, che decorre:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato, quando questo sia insorto nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale, quando questi siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

L’IMPORTO DELL’INDENNITÀ

La misura della prestazione è pari:

  • al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se questa è pari o inferiore ad € 1.195,00, importo rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT;
  • al 75% di € 1.195,00 sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile imponibile ed euro 1.195,00, se la retribuzione media mensile imponibile è superiore al suddetto importo stabilito.

L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo individuato annualmente per legge. All’indennità mensile si applica una riduzione del 3% per ciascun mese, a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione (91° giorno di prestazione).

Il pagamento avviene mensilmente ed è comprensivo degli Assegni al Nucleo Familiare se richiesti e spettanti.

DURATA

La durata dell’indennità di disoccupazione dipende dalla storia contributiva del lavoratore, in ogni caso non può superare i due anni. In particolare la durata massima è pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei quattro anni precedenti il giorno di perdita del lavoro.

I periodi di percezione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla base delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni (le stesse prese in considerazione per stabilire l’importo dell’indennità).

I contributi figurativi sono utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici.

SOSPENSIONE E DECADENZA DALL’INDENNITÀ

La sospensione della prestazione opera nelle seguenti ipotesi:

  • rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi: l’indennità NASpI è sospesa per la durata del rapporto di lavoro. La sospensione opera d’ufficio, sulla base delle comunicazioni obbligatorie;
  • nuova occupazione all’estero, con contratto di durata non superiore a sei mesi;
  • omessa comunicazione all’INPS del reddito annuo presunto, entro un mese dall’inizio della nuova attività di lavoro subordinato non superiore in durata a sei mesi.

Sono invece cause di decadenza dalla Naspi:

  • la perdita dello stato di disoccupazione;
  • la mancata partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa o di riqualificazione professionale;
  • l’inizio di un’attività lavorativa subordinata o autonoma senza provvedere alle comunicazioni all’Inps sopra indicate;
  • il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • l’acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la NASpI.

Per maggiori informazioni visitate il portale dell’INPS.

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Luigina Camilli
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università RomaTre. Consulente legale per piccole e medie imprese. Specializzata in pratiche di recupero del credito giudiziale e stragiudiziale e di tutela del consumatore.